Fecondazione in vitro

Il primo passo per realizzare una fecondación “in vitro” (FIV) è la stimolazione delle ovaie e l’induzione dell’ovulazione in modo controllato. Per maggiori informazioni:

http://invitam.es/it/riproduzione-assistita/induzione-ovulazione/

Il secondo passo è l’estrazione degli ovociti mediante prelievo ovarico per via vaginale mentre la donna è sedata. Gli ovociti vengono poi fecondati in laboratorio con lo sperma dell’uomo. Tra 16 e 18 ore dopo, si verifica se la fecondazione negli ovociti ha avuto successo e si informa la coppia del risultato.

Dopo 2-5 giorni, si controlla se gli ovociti fecondati si sono divisi e si effettua il trasferimento intrauterino degli embrioni. Non si trasferiscono più di 3 embrioni per procedimento per evitare gravidanze multiple. Se si ottengono più di 3 embrioni di buona qualità, si possono criopreservare gli altri per poi trasferirli in un altro ciclo, qualora in questo non si ottenesse il concepimento o se si desiderasse un secondo figlio. La possibilità di concepimento con un ciclo di FIV è del 35-45%.

La Microiniezione Intracitoplasmatica degli Spermatozoi (ICSI) consiste in introdurre un unico spermatozoo in ognuno degli ovociti, superando così una nuova barriera. Il processo per la paziente è lo stesso della fecondazione “in vitro” appena menzionato. L’unica differenza è in laboratorio, dove si richiede un’alta specializzazione e perizia. Le indicazioni per la microiniezione hanno avuto origine con il fattore maschile severo come in uomini con bassa concentrazione di spermatozoi e persino con totale assenza di questi nello sperma, recuperandoli direttamente dal testicolo. Si utilizza inoltre per fecondazioni in vitro convenzionali non riuscite.

Oggigiorno, la tecnica ICSI è più diffusa, poiché i tassi di fecondazioni sono maggiori rispetto a quelli ottenuti con la FIV classica. Attualmente esiste un 50-55% di probabilità di gravidanza dopo la realizzazione di un ICSI.

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